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Competitività fa rima con produttività

4 September 2026

L'industria altoatesina conferma la capacità di restare costantemente ai vertici italiani per valore aggiunto creato. La fotografia dell'Istat.

L’industria altoatesina si conferma negli anni capace di riuscire a rimanere competitiva a livello italiano grazie a una quota di valore aggiunto creato elevata collegata a una produttività altrettanto alta. Lo evidenziano anche i recenti dati Istat relativi ai risultati economici delle imprese che hanno analizzato i risultati relativi all’anno 2024.

Performance elevate per la produttività

La produttività a livello regionale vede le imprese industriali della Provincia di Bolzano sul podio ormai da parecchi anni. I risultati relativi al 2024 la collocano al secondo posto, dopo l’Emilia Romagna, ma davanti alla Lombardia. Nell’anno preso in considerazione dall’Istat, il valore aggiunto per addetto nel comparto dell’industria è stato pari a oltre 95.000 euro, contro una media italiana inferiore di circa il 17%: essa si è fermata a quota 81.000 euro circa.

Una leva per la competitività

La presenza ai vertici della produttività non è una novità per l’industria altoatesina. Già nel 2018, il settore produttivo altoatesino era in testa alla classifica regionali con un risultato che era pari a circa 76.000 euro per addetto (in quel caso però si erano considerate tutte le imprese, anche quelle senza dipendenti). Il risultato dell’Italia era fermo a 62.000 euro circa. L’alta produttività delle industrie altoatesine consentono un’elevata competitività dei prodotti manifatturieri. Non a caso, degli oltre 7 miliardi di euro esportati nel 2024 (fonte Astat), oltre l’80% è da attribuire alle attività manifatturiere.

Hi-tech e alta qualità dei prodotti

L’elevata automazione, la spinta data dalla digitalizzazione e la capacità di realizzare prodotti hi-tech e/o  di alta qualità e quindi ad alto valore aggiunto, è alla base delle performance delle industrie più produttive e che riescono così a collocare con successo i propri prodotti a livello internazionale.

Il confronto con l’anno precedente

L’andamento degli anni 2023-2024 evidenzia come le imprese industriali con dipendenti siano cresciute del 3% come unità locali, arrivando a superare quota 5.150 con oltre 58.000 addetti. Le dinamiche dei parametri misurati dall’Istat mostrano che, se il valore aggiunto totale è aumentato del 2%, il costo del lavoro, a parità sostanziale di dipendenti (-0,1% ma oltre 53.000 unità), è cresciuto del 3,4% nello stesso periodo.

L’attenzione al personale

Di fatto, quindi, la quota di ricchezza creata dalle imprese andata al personale è stata superiore rispetto alla dinamica del valore aggiunto complessivo: di fatto quindi la dinamica di distribuzione della ricchezza creata dalle imprese industriali è stata favorevole a collaboratori e collaboratrici. Un dato confermato anche alla luce dell’inflazione che, a Bolzano nel 2024, è stata pari all’1,4%.