Progettare il mondo
Hannes Fischnaller alla Bergmeister dà forma a idee che si trasformano in opere di elevato livello per committenti globali.
Hannes Fischnaller è ingegnere civile presso Bergmeister di cui è anche socio dopo esservi entrato da collaboratore alcuni anni fa. Ma che la sua strada potesse essere questa, lo ha deciso dopo un consulto con la sorella, architetta, e che lo ha fatto avvicinare alla progettazione delle opere edili e infrastrutturali.

Hannes Fischnaller
Dal suo osservatorio a Bressanone, sede principale dell’impresa che dà lavoro a oltre 140 persone in sette uffici in quattro Paesi europei (Italia, Germania, Austria e Svizzera), Fischnaller chiarisce la sua grande passione per l’attività che compie. “Abbiamo costruito un team di specialisti con le competenze per operare su progetti di grande complessità in tutta Europa. In questo modo creiamo posti di lavoro che permettono anche a chi vive in Alto Adige di accedere a progetti di questo livello. ”, chiarisce l’ingegnere.
E l’impresa di progetti di alto livello ha contribuito con il proprio know-how nella progettazione a finora ben 4.000: solo per citarne alcuni dei più noti, la LASK Arena a Linz, il rinnovo dello Stadio Druso a Bolzano, ma anche la grande fabbrica automatizzata della BMW a Monaco o il più alto edificio in legno in Alto Adige. Senza dimenticare la circonvallazione nord-ovest Merano, il Waltherpark a Bolzano, l’Universitá di Bressanone, l’illuminazione dell’Arena Alto Adige ad Anterselva.
Come è approdato alla professione ingegneristica?
La vita mi ha insegnato che non si sa mai cosa può riservarti e che c’è sempre la possibilità di cambiare e intraprendere nuove strade, impegnandosi e approfondendo le proprie conoscenze in un settore con passione e dedizione. Da giovane ho frequentato il liceo e non ero subito deciso a scegliere ingegneria.

Qual è stata la molla che l’ha convinta a farlo?
Devo dire che in famiglia mia sorella maggiore, già architetta, ha avuto un ruolo importante: grazie a lei mi sono avvicinato al mondodella progettazione e delle opere edili e infrastrutturali. Non mi ha mai forzato nelle mie scelte, ma certo quando le ho chiesto se facevo bene a scegliere ingegneria mi ha dato il supporto necessario.

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Quindi lo studio in Austria e il rientro a Bressanone.
Sì, dopo l’università in ingegneria civile a Graz, sono poi rientrato e ho iniziato da Bergmeister, dove ora sono socio. L’ambiente di lavoro è molto internazionale. Collaboriamo in team composti da specialisti di diversi reparti e sedi, oltre che con partner esterni provenienti da vari Paesi. In questo contesto, anche le competenze linguistiche rivestono un ruolo fondamentale, sia per quanto riguarda le due lingue del nostro territorio, sia per l’inglese.

Cosa è importante per poter avere successo in questo campo?
È fondamentale essere sempre al passo con i tempi e innovativi e avere collaboratori e collaboratrici che coprono un vasto ventaglio di competenze. Un edificio, apparentemente è un elemento semplice, ma in realtà è pieno di tecnica dalla statica agli impianti, dagli aspetti energetici a quelli legati al clima, alle modalità di progettazione che cambiano continuamente.
Per esempio con un sempre maggiore peso alla sostenibilità?
Sì, una delle tendenze è quella di realizzare edifici o opere che siano in grado di avere un impatto ambientale inferiore, di consumare meno Co2 in fase di realizzazione e poi nel funzionamento quotidiano, o di sapersi adattare ai cambiamenti climatici. Ad esempio abbiamo progettato un ponte pedonale pensato per poter essere resiliente rispetto alle sempre più frequenti piene del fiume su cui si staglia e che sono dovute agli eventi meteo estremi conseguenza del cambiamento climatico. Lo stesso ponte è stato costruito interamente in calcestruzzo, senza l’utilizzo di altri materiali come asfalto, guaine, ecc. In questo modo, la struttura è completamente riciclabile.
La gestione del team è fondamentale?
Per raggiungere risultati in progetti complessi serve una comunicazione costante e aperta delle informazioni a tutto il team. In questo modo le tante figure professionali che si occupano dei progetti sono allineate e il lavoro procede in modo fluido.
Come cambierà l’AI il vostro lavoro?
Io credo che l’elemento umano rimarrà fondamentale per gestire la complessità dei processi decisionali e di progettazione. All’AI spetteranno, a mio parere, i compiti più ripetitivi e noiosi.