Aziende

La ricerca della perfezione sostenibile

30 Agosto 2023

Per essere fornitori delle grandi aziende globali lo zero nella casella degli errori è un must. E ora si aggiunge il rispetto della sostenibilità. L'esperienza dell'Alupress.

Zero è il nuovo mantra. Zero come gli errori che le grandi imprese globali del settore dell’automotive chiedono ai fornitori di centrare quando per loro realizzano parti o elementi di motori elettrici o di altre apparecchiature che poi finiscono su marchi di prestigio mondiale delle quattro ruote. Zero come l’obiettivo di emissioni di Co2 da centrare nel prossimo futuro.

Negli anni gli standard sono diventati sempre più alti e severi. Da un po’ di tempo, poi, alla qualità tecnica e produttiva si è aggiunta anche la richiesta di rispettare i criteri della sostenibilità a tutto tondo. Regole che spingono a essere sempre più bravi e a fare meglio se si vuole rimanere fornitori di grandi gruppi. Una strada percorsa con tenacia e efficacia da Alupress, recentemente premiata con il “Bosch Global Supplier Award“. Di come l’eccellenza sia sempre più un marchio di fabbrica per chi agisce con i player mondiali dell’automobile abbiamo parlato con Wolfgang Knollseisen CFO di Alupress.

Che qualità occorre avere per diventare e poi confermarsi fornitori di grandi gruppi del settore dell’automotive?

Una fase del processo lavorativo alla Alupress

La parola chiave è appunto qualità, qualità e ancora qualità.   Nel nostro caso il committente fornisce le specifiche sulla qualità del prodotto da realizzare. La sfida del fornitore è quella di assicurare la qualità richiesta grazie all´ottimizzazione e al controllo dei processi di produzione. Una volta realizzato, il prodotto viene spedito al cliente, che verifica l’aderenza alle caratteristiche richieste.  Non sono ammessi  margini di errore.  Nel caso il cliente trovi un  singolo pezzo con dei difetti su milioni, questo viene  reclamato e rimandato indietro. Il fornitore è obbligato  a ripercorrere a ritroso tutto il processo produttivo per identificare la causa dell´errore ed eliminarla.  Si tratta del processo standard in Automotive, che viene applicato da tutti i nostri clienti, tra i quali annoveriamo imprese di livello mondiale, come Bosch, Vitesco, Continental, Magna e ZF.

Negli anni come è cambiato il rapporto con il committente?

C’è stato un costante innalzamento dell’asticella nelle richieste di eccellenza produttiva. Perché il settore è diventato sempre più competitivo e mira sempre più alla qualità totale. O si fanno zero errori o non si fa più parte del novero di fornitori dei grandi gruppi dell’industria automobilistica mondiale.

Cosa ha comportato l’introduzione delle regole sulla sostenibilità nell’organizzazione produttiva?

L’automazione alla Alupress è di casa               (Fotoservizio di Rolf Nachbar)

La grande sfida del settore automotive è proprio la sostenibilità. Per i prodotti che realizziamo, i committenti sempre di più vogliono conoscere il bilancio complessivo di emissioni di Co2 misurato attraverso la carbon footprint. E noi internamente abbiamo creato un team che lo calcola, prendendo in esame, tra gli altri aspetti, il consumo energetico per ogni singola macchina utensile, l’impatto dei materiali utilizzati nel processo produttivo e così via. Alla fine si è così in grado di definire l’impronta carbonica del componente che forniamo al committente. Stiamo anche lavorando a un progetto con le altre aziende dell’Automotive Excellence Südtirol e con il professor Erwin Rauch per riuscire a calcolare in tempo reale i valori di CO2 emessi durante il processo produttivo.

 

 

 

Parallelamente state lavorando anche al piano per arrivare alle emissioni zero entro il 2040?

Sì, siamo operativi da anni su questo fronte con azioni concrete. Abbiamo diminuito il fabbisogno energetico complessivo, sia riducendo i consumi, sia utilizzando il calore generato dai processi produttivi interni per ridurre la dipendenza dalle forniture esterne. Ovviamente quando parliamo di sostenibilità la affrontiamo contestualmente nei tre pilastri – economica, ecologica e sociale – affinché la transizione ecologica sia un processo anch’esso sostenibile a tutto tondo.