„Damit das Leben einen neuen Sinn findet“
Das IT-Unternehmen NTS bietet ein Software-Schulungsprojekt, das Häftlingen hilft, Selbstwertgefühl und einen neuen Weg in der Gesellschaft zu finden.
Durch Fortbildung den Häftlingen eine neue Chance geben, damit ihr Leben nach der Freilassung einen neuen Sinn findet. Mit IT-Kursen Kompetenzen und Selbstbewusstsein schaffen, um berufliche Chance zu geben und Brücken zwischen den Unternehmen und den Menschen im Gefängnis zu bauen. Dies sind die Ziele des Projektes „Noc“, das im Gefängnis von Verona vom Südtiroler IT- Unternehmen NTS gefördert wird. Wir haben mit Matthias Ploner darüber gesprochen.
Wie ist die Idee zu diesem Projekt entstanden?
Das Projekt ist gemeinsam mit Cisco Italy gestartet, die uns darauf hingewiesen hat, dass Cisco Italy über die Cisco Academy (das wäre die Cisco Trainingsfirma, die weltweit die Weiterbildung im Bereich IT und Netzwerk zum Ziel hat), schon seit vielen Jahren eine Ausbildung im Bereich Netzwerk für Häftlinge im Gefängnis in Bollate (Peripherie von Mailand) anbietet. Dieses Projekt ist so erfolgreich, dass von den 1500 ausgebildeten Häftlingen keiner mehr nach dem Austritt aus dem Gefängnis dorthin zurückgekehrt ist. Grundsätzlich ist zu sagen, dass die Häftlinge sehr oft schon per Smart Working im Gefängnis vor der Freilassung für externe Firmen arbeiten.
Was sieht das Projekt im Gefängnis von Verona vor und was ist sein Ziel?
Das Projekt sieht vor, dass NTS gemeinsam mit der Cisco Academy eine Cisco Netzwerkausbildung startet, um die Häftlinge für ihren Austritt aus dem Gefängnis vorzubereiten. Die Ausbildung gibt den Häftlingen die Möglichkeit, nach dem Austritt sofort eine Arbeit zu finden, um so in die Arbeitswelt integriert zu werden.
Was war der Aspekt, der Sie am meisten zufrieden gestellt hat?
Die Tatsache, dass wir den Häftlingen eine wirkliche Perspektive und auch eine Alternative für ihr Leben bieten können. Damit das Leben der Häftlinge nach der Freilassung einen neuen Sinn findet.
Wie viele Personen und welche der Firma nehmen an dem Projekt teil?
Zurzeit ist NTS nur als Sponsor der Cisco Academy, die die Instruktoren für die Netzwerkweiterbildung stellen, gedacht. In einer nächsten Phase, wenn das Projekt wirklich läuft, möchten auch NTS Mitarbeiter freiwillig dort Schulungen übernehmen.
Könnte das Projekt auch in anderen Gefängnissen, z.B. in Bozen, durchgeführt werden?
Grundsätzlich kann das Projekt in jedem anderem Gefängnis durchgeführt werden, wo die notwendigen Besprechungsräume, Netzwerkinfrastruktur und Sicherheitssysteme dies erlauben. Wegen dem Alter und dem schlechten Zustand der Gefängnisstruktur in Bozen wurde diese Struktur als nicht geeignet angesehen. Daher sind wir z.Z. auf Verona ausgewichen mit der Erwartung und dem Wunsch, dass auch das Bozner Gefängnis erneuert wird.
“Ridiamo alle persone un posto nella società”
Da oltre 20 anni anima dei progetti per creare ponti tra imprese informatiche e carceri è Lorenzo Lento. A lui abbiamo chiesto cosa rende così importante tale iniziativa.
L’anima del progetto che dà una nuova chance ai detenuti è Lorenzo Lento, per tanti anni instructor di Cisco e che ha visto nascere l’iniziativa e la porta avanti con passione. A lui abbiamo chiesto come è nata l’idea e quali sono le modalità di supporto e sviluppo per le attività nelle case circondariali.
Dottor Lento, quando sono nati i corsi per detenuti e detenute?
L’idea nasce di fatto alla fine degli anni ’90, con l’avvio dei primi corsi di formazione ICT all’interno del carcere di Bollate. Nel 2012, per esigenze contrattuali legate alla possibilità di impiegare uno studente detenuto presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, viene fondata la ONLUS Universo, trasformando così un’iniziativa individuale in una struttura stabile. I corsi, attivi in continuità da oltre vent’anni, rilasciano ogni anno certificazioni professionali come CCNA, CCNP e Cyber Security, offrendo competenze ICT altamente spendibili e frequentemente assorbite dal mondo del lavoro.
I corsi coinvolgono diversi istituti penitenziari tra cui Bollate (maschile e femminile), Rebibbia (maschile e femminile), Torino, Monza e, più recentemente, Verona grazie alla collaborazione con NTS.
Il progetto si sostiene, principalmente grazie alla raccolta fondi da parte di privati, e continua a suscitare grande interesse tra le persone detenute, che vi riconoscono un’opportunità concreta di riscatto e reinserimento. Il progetto prevede lezioni all’interno delle case circondariali, con detenuti e detenute coinvolti sia come studenti che, nel caso di persone già formate, anche come docenti. A molti di coloro che hanno completato con successo il percorso formativo viene chiesto di “restituire” quanto ricevuto, assumendo, sotto la supervisione dei formatori, il ruolo di istruttori, contribuendo così alla crescita delle nuove classi.
Che durata hanno i corsi e quale obiettivo si propongono?
Più che corsi, i nostri sono dei veri e propri percorsi formativi che hanno una durata di circa un anno e mezzo e si articolano in più fasi: 24 esami iniziali, seguiti da moduli specialistici composti da 7, 6 e altri 6 esami online e altrettante prove di laboratorio, per accompagnare le persone detenute dal livello base fino al completamento dell’intero iter. L’obiettivo è formare sistemisti di rete con certificazione CCNA, progettata per fornire competenze tecniche e operative a chi lavora nel settore delle reti e telecomunicazioni. Al termine del percorso, i detenuti vengono accompagnati con scorta a sostenere l’esame di certificazione ufficiale, ottenendo così un titolo riconosciuto a livello internazionale. Dopo aver ottenuto la certificazione CCNA per molti detenuti risulta relativamente facile trovare lavoro, sia all’esterno, grazie alla collaborazione con agenzie interinali e aziende partner della cooperativa, che all’interno dell’istituto.
A Bollate, ad esempio, è attivo il NOC di Universo (Network Operations Center), una struttura situata all’esterno del muro di cinta, dove vengono impiegati alcuni studenti certificati che, per motivi giuridici, sono impossibilitati ad uscire. Qui offriamo servizi reali ad aziende partner, garantendo continuità lavorativa e professionalità.
L’obiettivo del progetto è quindi duplice: in primo luogo si tratta di una modalità per dare opportunità lavorative e di crescita personale a chi per un periodo della sua vita è escluso dalla società . Di fatto si punta all’inclusione sociale attraverso la formazione processionale e il trasferimento di competenze. Dall’altro si riescono a formare persone di cui le imprese informatiche hanno grande bisogno.
Cosa si raggiunge di fatto con tale progetto?
Si creano ponti tra il mondo del lavoro e il reinserimento sociale, attraverso azioni concrete, si aiutano le persone in carcere ad acquisire competenze lavorative, fiducia in se stessi e un posto nella società.