Aziende

L’economia circolare messa in pratica

18 Settembre 2026

Alla Lamafer si dà una nuova vita ai rifiuti. Una storia iniziata 70 anni fa che si rinnova nella continua innovazione.

Dare una seconda vita ai rifiuti, creare le premesse per avere materie seconde e quindi per tutelare le risorse e l’ambiente. Essere attori dell’economia circolare e riuscire a ridurre l’impatto sull’ambiente, contribuendo ad azioni sulla strada che porta alla sostenibilità. Dietro un’impresa storica come Lamafer, che quest’anno ha compiuto i suoi primi 70 anni, c’è questo e soprattutto c’è la capacità di innovare, restare sempre al passo con i tempi e di pensare costantemente al futuro. Ne abbiamo parlato con il proprietario e Ceo Giancarlo Tomelini.

Quando è nata l’impresa?

Lamafer è un’impresa familiare da sempre, strettamente legata alla mia famiglia, originaria di Verona. L’azienda nasce nel 1956, quando mio padre Giovanni e mia madre Maria si trasferiscono a Bolzano con l’obiettivo di costruire un’attività che garantisse un futuro ai loro due figli. L’attività iniziale era il commercio di rottami ferrosi e metallici, settore nel quale l’azienda ha costruito le basi del proprio sviluppo.

Giancarlo Tomelini (foto di copertina e di tutto l’articolo di doc.bz)

Lei quando è entrato in azienda?

Sono entrato in azienda nel 1979 come collaboratore familiare. È stato un percorso naturale, nato dalla passione per il lavoro più che da una spinta dei miei genitori. Un passaggio fondamentale è arrivato nel 1996, quando la Provincia di Bolzano ha assegnato a Lamafer e alla famiglia Tomelini il terreno di via Keplero. È lì che ha preso forma il primo vero passaggio generazionale con mio padre che mi ha ceduto l’azienda.

Quando avete ampliato il vostro raggio d’azione?

L’evoluzione è arrivata seguendo le esigenze dei clienti, che chiedevano un servizio sempre più completo nella gestione dei rifiuti. Ci siamo adattati alle richieste del mercato ampliando progressivamente le nostre attività. Oggi Lamafer conta 52 collaboratori e opera su tre sedi: quella amministrativa di via Keplero, il sito operativo di via Agruzzo e un deposito. Guardando al futuro, prevediamo di espanderci anche nell’area di via Aeroporto, dove trasferiremo parte delle lavorazioni.

Come si resta competitivi in un settore come il vostro?

La nostra forza è sempre stata la capacità di anticipare e interpretare le esigenze del mercato. Oltre al servizio operativo, affianchiamo i clienti con un supporto costante sulle normative che regolano la gestione dei rifiuti, grazie a una figura dedicata. La competitività si costruisce anche sulla qualità del trattamento dei materiali: raccogliere, selezionare e valorizzare correttamente i rifiuti ci ha consentito di costruire una reputazione solida, in particolare nei comparti dei metalli ferrosi e della carta. Lavorare con una clientela che va dalla piccola impresa artigiana alle grandi aziende dell’Alto Adige ci ha inoltre permesso di sviluppare competenze trasversali e un’importante esperienza.

Quale attività svolgete rispetto ai rifiuti?

Ogni anno trattiamo circa 45.000 tonnellate di rifiuti. L’85% dei materiali viene recuperato e avviato a riciclo, mentre solo il 15% finisce in discarica. Siamo inoltre gli unici in Alto Adige a riciclare il polistirolo espanso: il materiale viene inviato in Germania, dove viene trasformato in nuovi prodotti, come i bicchierini per il caffè dei distributori automatici. Il nostro obiettivo è creare materie prime seconde, dando una nuova vita ai rifiuti e contribuendo concretamente all’economia circolare.

Quanto conta l’innovazione nel vostro comparto?

L’innovazione è un fattore determinante. Nel trattamento dei metalli utilizziamo strumenti in grado di analizzare la composizione delle leghe, consentendo di identificare con precisione i materiali e valorizzarli nel modo più corretto. Una classificazione accurata permette di ottenere maggiore efficienza e di essere più competitivi sul mercato.

Voi avete redatto il bilancio di sostenibilità anche se non obbligati, perché?

Abbiamo scelto di redigere il bilancio di sostenibilità perché riteniamo che oggi rappresenti uno strumento strategico, non un semplice adempimento. Significa dimostrare serietà e trasparenza nei confronti di clienti, committenti e stakeholder, ma anche analizzare i processi aziendali per migliorarli continuamente. È un percorso che coinvolge l’intera organizzazione, rafforza il rapporto con collaboratori e partner e contribuisce alla crescita della cultura d’impresa.

Che contributo date concretamente sul fronte della sostenibilità?

Il nostro lavoro produce inoltre benefici concreti sul piano ambientale. Il recupero del rottame, in particolare dell’alluminio, consente di ridurre in modo significativo il consumo energetico rispetto alla produzione da materia prima vergine, favorendo lo sviluppo di un alluminio a minore impatto ambientale.

Che progetti avete per il prossimo futuro?

Nei prossimi cinque anni il nostro obiettivo principale sarà accompagnare con serenità il nuovo passaggio generazionale, creando le condizioni affinché l’azienda possa continuare a crescere. Ai miei figli desidero trasmettere gli stessi valori che ho ricevuto da mio padre: correttezza, spirito di sacrificio, passione per il lavoro e attenzione alla qualità.